LA CARITÀ FRATERNA VERSO I PECCATORI
 

Gesù è il Salvatore di tutti gli uomini; non vi è peccato che non abbia assunto sopra di Sé. Basta che il peccatore, di fatto, accolga il Suo amore e già l'unità si compie, perché nell'amore del Cristo già tutti sono compresi.
Penso che una delle espressioni più vere, più alte, più proprie dell'amore cristiano sia l'amore per i peccatori, quell'amore che ci fa partecipi, in senso proprio, della missione redentrice del Cristo. Il peccato divide, ma il Cristo è venuto per togliere il peccato, per togliere la divisione, per far cadere, come dice Paolo nella Lettera ai Colossesi, il muro di divisione fra gli uomini. Molte volte vi ho detto come rimasi senza fiato quando lessi la prima volta il libro della preghiera di S. Gregorio di Narek, un monaco armeno del secolo X. In questo libro egli, non una volta sola, ma nella massima parte elle sue preghiere non fa altro che confessare tutti i peccati: lui è assassino, lui è adultero, lui è ladro, di tutti i peccati del mondo egli si accusa.
Il cristiano non può non affermare i diritti della verità e del bene, che rimangono assoluti, ma rimane assoluta anche l'esigenza dell'amore, esigenza per la quale tu non puoi sentirti diviso dal peccatore, ma devi prendere sopra di te il suo peccato.
Questo significa che noi dobbiamo vivere quello che fu detto a Silvano del Monte Athos: "Dimora nell'inferno e non disperare", perché se ti senti una prostituta senti come tu debba implorare il perdono divino. L'amore esige che tu non ti divida; ma non dividersi che cosa vuol dire? Vuoi dire esser crocifisso come Gesù, vuol dire subire in qualche modo - guardate, dico in qualche modo - la pena del danno come Gesù: "Dio, Dio Mio, perché Mi hai abbandonato?"
Non possiamo negarlo: i cristiani di oggi trovano maggiore difficoltà dei cristiani di ieri a pregare. Non è soltanto per la vita che facciamo, è perché il cristiano non può esser cristiano se non è uno con Cristo e non sarà uno col Cristo che in quanto diviene solidale col mondo del peccato. E il mondo del peccato è l'immoralità; e il mondo del peccato è l'incredulità. E l'immoralità e l'incredulità sembrerà sommergere anche te. È questo l'amore, non l'andare in estasi!
Il Battesimo prima, la consacrazione poi e la grazia che giorno per giorno ci unisce sempre più intimamente al Signore, non ci unisce a Lui nell'estasi e spesso neppure nella gioia, ma nella passione, in una passione che non è tanto sofferenza fisica, ma soprattutto dolore interiore.
La beata Camilla Battista Varano ha scritto un libro: "I dolori mentali di Gesù". Questa è la vera passione di Gesù: sentire l'anima Sua contaminata dal peccato, sentirsi lontano da Dio, sentire la resistenza della sua volontà alla volontà del Padre. Nessuno ha provato lo sgomento della morte più di Gesù, che era Figlio di Dio! È una delle cose più meravigliose, ma anche più misteriose, la preghiera di Gesù nell'orto. "Se è possibile, passi da Me questo calice"! "Si faccia, non la Mia, ma la Tua volontà"; non si oppone, però sente tutta l'opposizione e lo sgomento.
Se il tuo amore non assume il male e lo trasforma, proprio perché diviene amore, il male rimane. Il male è distrutto in un amore che lo assume. Quando noi pensiamo che vi sono dei Vescovi e dei sacerdoti che si trovano nei campi di concentramento, nelle prigioni insieme agli assassini, insieme ai malfattori, rei di delitti comuni, vediamo come questo sia conforme al mistero del Cristo. E la Chiesa è lì; la Chiesa è con Massimiliano Kolbe nel bunker della morte.
Che cosa, dunque, vi chiede la Comunità? L'intercessione per i peccatori, questo sentimento di una pietà viva, vera, profonda per tutto il peccato del mondo. Questa è la cosa difficile per noi cristiani: salvare i diritti della verità, salvare i diritti della giustizia, salvare i diritti del bene e nello stesso tempo, vivere un amore che ci fa solidali col peccatore (non con il peccato!) fino ad assumere noi il suo peso e rispondere noi per lui di fronte a Dio. Ecco l'amore del prossimo, così come il Cristo l'ha vissuto, così come i cristiani debbono viverlo. Il nostro amore per il prossimo - ecco il punto specifico della Comunità - consiste soprattutto nell'intercessione; non esclude tutte le altre forme dell'amore, ma include soprattutto l'intercessione per i peccatori. Come Silvano del Monte Athos, noi dobbiamo sentirci impegnati a pregare per coloro che perseguitano la Chiesa, per coloro che ci umiliano, per coloro che ci calpestano; per coloro che calpestano Dio, per coloro che bestemmiano Dio, per coloro che fanno il male del mondo. E noi dobbiamo pregare per loro; sentirci fratelli di questi; donare la nostra vita per loro, perché essi siano salvi!
Preghiamo per i peccatori. È questo che ha chiesto Gesù a Santa Gemma, a Santa Margherita Margherita... È questo che, in questi ultimi secoli, nostro Signore e la Vergine hanno chiesto a tutti: essere vittime di riparazione per i peccati del mondo, offrire se stessi perché il mondo sia salvo.

Da una meditazione del 6 agosto 1980

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