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UNA PREZIOSA RELIQUIA
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Pochi giorni dopo la morte del Padre mi telefonò una certa suor Chiara Maria, di Firenze. Avevo già sentito parlare dal Padre di questa suora, ma non l'avevo mai incontrata. Per telefono mi manifestò tutta la sua vicinanza nel momento così particolare che si stava vivendo, e al tempo stesso mi raccontò di tante cose del suo passato e dei suoi ricordi personali con il Padre. Il Padre – mi disse – aveva fatto da guida spirituale al suo convento per tanti anni, e personalmente con lei aveva avuto una sorta di direzione spirituale per un tempo lungo. Un certo periodo della sua vita, suor Chiara Maria lo trascorse addirittura alla Casa Trasfigurazione. Ella conosce dunque molto bene non solo il Padre, ma anche la Comunità.
Ad un certo punto della telefonata suor Chiara Maria mi disse: “Sa, padre Serafino, io ho una cosa molto preziosa del Padre”. “Che cosa?” “Lei sa che una volta, prima del Concilio, all'ordinazione sacerdotale, agli ordinandi venivano strette le mani con una sorta di fazzoletto, ed essi venivano presentati al Vescovo con le mani giunte e legate da questo fazzoletto, affinché esse fossero unte e consacrate. Ebbene, il Padre volle donare a me questo suo fazzoletto”. Bello!, pensai tra me e me, e pensai al significato teologico di quel pezzo di stoffa: nel giorno e nell'ora dell'ordinazione sacerdotale, che tanti frutti ha operato nella Chiesa, le mani sacre e santificate, tenute unite dalla volontà di appartenere al Signore nella fedeltà al sacerdozio. E poi, quale grande grazia il sacerdozio cristiano!...
E mentre pensavo a queste cose, suor Chiara Maria riprese: “Sa, io sono ormai anziana, e quando verrò a mancare io, non penso che le mie consorelle sappiano apprezzare adeguatamente questo grande dono che io possiedo. Ho pensato pertanto che fosse giusto darlo a voi della Comunità”.
Non so dirvi la gioia e l'emozione che ho provato in quel momento. Ignoravo assolutamente che quel fazzoletto fosse in circolazione, che lo avesse una suora – e quand'anche lo avessi saputo, certo non sarei andato a chiederglielo – e quindi questa sorpresa mi ha procurato doppia, tripla gioia!
Davvero pensiero generoso quello di suor Chiara Maria, che dona alla Comunità questa che io non esito a chiamare preziosa “reliquia” del Padre. Pensate: risale al 1937, e non è mai più stata usata da allora per altro scopo profano. Si tratta proprio di una sacra reliquia.
Ora essa si trova a Casa San Sergio, nella stanza del Padre, in un posto di tutta sicurezza.
Alcuni mi hanno suggerito di farne un corporale da altare, altri di lasciarla così. Ancora non abbiamo deciso, ma che gioia e che emozione poter stringere tra le mani questo prezioso pezzo di stoffa! Era come stringere di nuovo le mani al Padre, quelle mani consacrate, quelle mani benedette.
p. Serafino
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