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LA TOMBA DEL PADRE
Dal 18 luglio abbiamo il corpo del Padre presso la cappella di Casa San Sergio.
Una volta presa la decisione dell'opportunità di costruire la tomba presso la Casa Madre (decisione del Consiglio del 2005) si è trattato di fare un progetto e di capire dove posizionarla, con che materiale costruirla, e come sistemare la cappella. Il criterio è stato quello di intervenire “il meno possibile”, in modo da lasciare alla cappella la sua fisionomia originaria, così che chiunque venga possa riconoscere il luogo a tutti noi caro, luogo dove il Padre ha celebrato la Messa per quasi 60 anni ininterrottamente.
Ovviamente qualcuno doveva prendersi la responsabilità di approvare il progetto, nella speranza di approvare un disegno e una sistemazione che potesse essere gradito a tutti, o a quanti più possibile, nel rispetto della Casa stessa, e mantenendo quella sobrietà che ha contraddistinto tutta la vita del Padre. Niente cose pompose o troppo complicate, dunque, e al tempo non stravolgere la pianta della casa e della cappella, per lasciarla quanto più possibile inalterata.
La decisione dell'attuale sistemazione è stata presa concordemente tra i superiori e gli abitanti di Casa San Sergio, che in quella Casa ci devono vivere, insieme a Leopoldo Nutini (che in tutti i questi anni ha preposto i vari lavori di ristrutturazione) e il geometra di fiducia della Comunità. Alla fine ne è venuta la sistemazione del sepolcro frontale rispetto all'entrata, con l'abbattimento del piccolo e angusto ingresso della cappella e l'allargamento del locale di ingresso della cappella stessa.
La Casa ha perso così due stanze: la ex-sacrestia (comunque era assai piccola e poco funzionale) e la prima stanza a destra entrando nel corridoio dei fratelli, stanza che ha fatto spazio proprio alla tomba. Ora, entrando dalla porta della cappella, si ha immediatamente l'idea dello spazio che si apre di fronte; si entra in un locale unico che ha la tomba del Padre dritta frontalmente, e la cappella sulla destra. Il locale può essere mantenuto come locale unico se si tiene aperta la porta a soffietto che divide le due parti (porta che al momento non c'è ancora, ma che ci sarà), oppure chiudendo la porta a soffietto si possono separare le due sezioni, e mantenere distinti i due locali della cappella e della zona tomba del Padre.
A porta-soffietto chiusa, chi vorrà pregare davanti alla tomba del Padre avrà la sensazione dei trovarsi in una cappella in cui tutta l'attenzione è rivolta al Padre - metteremo infatti delle panche e delle sedie rivolte verso il sepolcro, con la possibilità poi di passare in cappella, in cui tutta l'attenzione viene rivolta al Santissimo Sacramento e all'altare. Quando invece ci sarà la necessità di avere un locale unico, si aprirà la porta a soffietto e si avrà così un grande spazio che ha l'altare di fronte a destra e la tomba del Padre di fronte a sinistra.
Il sepolcro è stato costruito in pietra serena. Ci sono state diverse ipotesi valutate, dal marmo a diversi tipi di pietra; alla fine si è preferita la pietra serena per tre motivi: ha una sobrietà e dignità che sarebbero piaciute al Padre, è un materiale proprio della terra toscana, e infine richiama in qualche modo l'altare, non creando stili troppo diversi nello stesso ambiente.
Si potevano creare diversi disegni con la pietra nello stato frontale, quello immediatamente visibile, ma alla fine si è optato per la soluzione semplice e solenne della lastra unica, con l'incisione del nome DIVO BARSOTTI, senza date di nascita e di morte, cui sottosta la dicitura SACERDOTE. Il Padre si firmava sempre sac. (sacerdote) Divo Barsotti, e ci è sembrato che mettendo la scritta “sacerdote” si rispettasse la sua identità.
Le mura che avvolgono la tomba sono ancora bianche, senza alcun disegno o altre immagini. Certamente faremo qualcosa: un dipinto, un mosaico, che richiami la vita del Padre e che possa onorare degnamente la sua memoria e la sua presenza. Al momento in cui scriviamo non sappiamo ancora che cosa faremo, ma cercheremo certamente di fare un lavoro dignitoso e bello al tempo stesso, che possa mantenere lo stile della cappella.
Crediamo che sia necessario mettere anche una immagine del Padre, nella parete a lato della tomba, e qui c'è l'imbarazzo della scelta: abbiamo diversi ritratti, abbiamo diverse immagini fotografiche, e abbiamo anche il calco originale del volto del Padre, preso da uno scultore siciliano a poche ore dalla morte. Vedremo quale possa essere la soluzione migliore.
Il luogo della tomba attualmente è ravvivato da piante e fiori che vengono cambiati in continuazione, e una piccola lampada ad olio splende 24 ore su 24.
L'illuminazione sulla tomba è duplice. Dalla parte superiore scende la luce di due tenui lampade alogene a basso consumo, che illuminano soavemente la tomba quando l'ambiente circostante è buio; questo crea un clima di raccoglimento e di silenzio; in più vi è un faretto laterale diretto sulla tomba, che fa una luce più forte e diretta, e che serve quando si deve illuminare tutto o quando si voglia dare un rilievo importante alla tomba stessa.
Speriamo di avere lavorato al meglio. Certamente, avendo ognuno la propria sensibilità e la propria testa, qualcuno dirà che si poteva fare diversamente e anche meglio, ma siamo sicuri che tutti potranno apprezzare lo sforzo che tutti abbiamo profuso per poter dare al nostro Padre Fondatore la migliore sistemazione possibile. Ci conforta il fatto che, dopo il 18 luglio, tutti quelli che sono passati da Casa San Sergio hanno manifestato pareri positivi, perché alla fine quello che conta è il significato di quella presenza più che la sistemazione dei mattoni. Ma dal momento che l'occhio vuole la sua parte (e che ci troviamo nella terra dell'arte per eccellenza) era giusto produrre il massimo sforzo per fare della nostra Casa San Sergio la Casa del Padre, della sua presenza, della sua preghiera.
In ultimo informiamo che la stanza del Padre, quella dove ha vissuto ininterrottamente gli ultimi tempi della vita e dove è morto, è stata lasciata intatta, esattamente come era al momento della morte, e che tale rimarrà sempre. Anche lì una piccola lampada è sempre accesa. Alla stanza si può accedere, rimanendo in silenzio e in preghiera.
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