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NOVISSIMA VERBA: LE ULTIME PAROLE DEL PADRE
Da quando la salute del
Padre ha iniziato a declinare rapidamente (verso Natale), i fratelli
di Casa San Sergio hanno tenuto un quaderno nella sua stanza, con
l'ordine di annotare le parole, le frasi importanti che si riuscivano
a cogliere dal Padre. Possiamo così documentare le ultime
preziose espressioni del Padre, trascritte immediatamente appena
proferite. 3 gennaio: “Tutto è finito. Alleluia, alleluia”. 3 gennaio: “Ho esaurito i miei fini” 4 gennaio: A chi gli parlava dell'eternità come Eterno riposo: “Io non lo voglio l'eterno riposo: voglio il Paradiso”! 4 gennaio: A chi gli faceva assistenza: “Il Vangelo di domani...” “Padre, vuole che le leggiamo il Vangelo di oggi?”. “No, il Vangelo di domani”. Il Vangelo del giorno dopo era Gv 1,43-51: “Vedrai cose maggiori di queste...” 6 gennaio: A Serafino, che gli faceva assistenza: lo chiama con un cenno della mano, e guardandolo con gravità gli dice: “Tu: ami il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze?” 6 gennaio. A Serafino: “Mi sento come un bambino di pochi anni. .... Prega per me” 6 gennaio. A tarda sera: “E' l'Inferno!” 7 gennaio. A Damiano, che insiste amorevolmente per farlo bere, dice, facendo cenno con la mano di non riuscirci: “Ma come, tu lo sai: io ho accettato di morire”. 7 gennaio. A Damiano: “Tu non sai la sofferenza di uno che sta morendo”. 8 gennaio: Serafino: “Padre, riesce a pregare?” Risposta: “Sempre....” 8 gennaio. A Stefano: “La città nuova.... portami nella città di Dio a pregare”. 11 gennaio. Il Padre si lamentava, stando nel letto. Chi lo assiste gli domanda: “Padre, come sta?” Risposta: “Sono tutte domande inutili...!” 11 gennaio. “Riabbracciarla.... riabbracciarla!” 17 gennaio. Viene a visitarlo don Costante. Gli dicono: “Padre, c'è qui don Costante, lo ricorda? “Sì”. “Vuole dirgli qualche parola?” “Ne ho dette tante di parole...” “Sono 67 anni che vi conoscete... e non vi siete mai venuti a noia!”. “E' veramente così: dal momento che ci conoscemmo non abbiamo mai rotto questa nostra amicizia.” Gli domandano: “Padre, ma è vero che lei disse che avrebbe voluto lasciare questa terra il 2 febbraio?” “Sì, me lo ricordo bene... Ma ricordo anche della delusione, perché il Signore ha taciuto e non detto nulla”. Poi, dopo qualche ora, come per riprendere il discorso, improvvisamente: “Ogni uomo è guidato da Dio, e l'uomo deve esserne cosciente... Non c'è nulla di più grande nella vita degli uomini di questo amore che ci segue, che ci aiuta, che non si allontana mai dall'uomo”. Doroteo gli fa notare: “Padre, oggi è il 17, mancano due settimane al 2 febbraio...” Risposta: “Ci sarebbe troppo tempo da aspettare!” Gli dicono che quel giorno è sant'Antonio primo eremita. E lui: “E' una grande figura. Cercò per tutta la vita Dio... Dobbiamo imparare da lui la fedeltà”. Lo viene a trovare Sergio. “Padre, come sta?” “Così così”. Ad altra persona, che gli chiede “come sta”, risponde: “Abbastanza bene, ma qualche dolore ce l'ho sempre”. 17 gennaio. Alla sera, dopo la santa comunione, guarda avanti fisso, e dice: “Vieni a me!” 18 gennaio. “Fatti vedere... fatti vedere!” Improvvisamente, senza che alcuno gli avesse chiesto nulla: “Vado verso la morte”. Chi lo assiste gli fa notare: “Ma Padre, tutti stiamo andando verso la morte.” “Sì, ma per me è vicino...” ore 16.30. A chi lo assiste: “Dì a Serafino che ce ne ho per poco....” ore 19.04: “Non ne posso più....” “Padre, che cosa possiamo fare per sollevarla?” “Farmi morire”. “Va bene se la solleviamo un po' meglio?” “E' impossibile sistemarmi...” ore 20.35: A chi lo assiste: “Avete sentito le parole del sacerdote?” “Quali parole, Padre?” “Ita Missa est. La Messa è data... tutto comincia ora...” 19 gennaio. “Mamma... mamma!” 20 gennaio. “Magnificat anima mea Dominum.... Ecce enim...” Poco più tardi: “Nunc dimittis servum tuum, Domine, secundum verbum tuum in pace”. 21 gennaio. Ore 3.00: “Dono di carità.... tanto veleno, tanto veleno”. ore 7.40. Ireneo, che lo assiste: “Come sta, Padre?” “Io bene”. Poco dopo: “Portatemi lassù”. “Vuole andare sopra?” “Sì”. Più tardi: “Ovunque io sono, sono sempre con Lui, ma Lui non è sempre con me”. Poi ancora: “Portami su, mio Dio; trasforma io mio cuore perché io possa accoglierti!”. Poco dopo: “Salvetami...” Durante la mattina, con Damiano che fa assistenza: “Ringraziamo il Signore e la sua Mamma”. Più tardi: “Tutto quello che viene da Te è bene”. A Damiano: “Aiutami ad andare nella vita nuova!”. A sera: “Ho perso quattro corone, ma Graziella mi ha dato una corona nuova”. 21 gennaio. Ad un amico di Carrara, venuto a trovarlo: “Bisogna servire la bellezza...”. Più tardi: “Ringraziamo il Signore! E' veramente meraviglioso.... Tutti in uno solo... e tutto in tutti!” Nel pomeriggio: “Il Vescovo... Si ricordino che ogni grazia è una responsabilità maggiore.... Devi ripetere nella tua vita la vita di Gesù non solo nella preghiera, non solo nell'esercizio delle virtù, ma soprattutto nel far presente in noi, nella nostra vita, Gesù”. 24 gennaio. “Padre, c'è tanta gente che prega per lei!” Il Padre, con un filo di voce: “Lo so...” 25 gennaio: A chi lo assiste: “Bisogna stare attenti con le persone anziane, perché succede che andando avanti negli anni si fissano nel loro modo di pensare e divengono incapaci di accettare gli altri... e questo, senza avere colpa alcuna.... Qui però sono bravi, sono tutti bravi”. “E lei, Padre, è bravo?” “Io?... Non do noia a nessuno....” 26 gennaio. Di notte: “Bisognerà imparare tutti l'inglese....” Il padre voleva alzarsi da letto. “Padre, vuole un po' di yogurt?” “Va bene, incominciamo da quello...” Aveva freddo. “Rivestimi di una veste adatta a questo cambiamento di vita...” ore 4.30: “Gesù.... o Signore”. Ore 13.00: “Come va, Padre?” “Si lavora stando fermi”. 27 gennaio. “La tua preghiera mi conforta...” Più tardi: “E' lungo il cammino per ritornare?” 31 gennaio. Visita del Vescovo di San Miniato, la sua Diocesi. Il Padre però non riesce a parlare. Probabilmente non si accorge nemmeno della visita del Vescovo. Il Vescovo lo benedice a nome di tutta la Diocesi. 1 febbraio. A Doroteo, che lo assiste, domanda: “Dove andiamo?” Risposta: “Verso il Regno di Dio, la Vita eterna”. E il Padre: “E' una buona riposta...” Più tardi: “Si può andare? Sì... si può andare”. Ore 22 circa: “Ohi, ohi.... io muoio...” 2 febbraio. Viene recitato l'Angelus vicino al suo letto. Il Padre segue la preghiera con le labbra, anche se non si sente la voce. Chi lo assiste gli domanda: “Padre, vuole mangiare qualcosa?” Risposta: “Con... ami...” “Non capisco”. “Con...mi”. “Padre, vuole confessarsi?” “No: ....confermami!”. Più tardi. Confusamente: “La vita.... passa”. 9 febbraio. Doroteo, che lo assiste di mattina, chiede: “Padre, diciamo insieme le Lodi?” Risposta: “Ti seguo”. 10 febbraio. Ore 15.15, confusamente: “E' mia volontà....” Più tardi: “Comincio ora... per una nuova.... una nuova.... Pentecoste!” 12 febbraio. Chi lo assiste gli chiede: “Padre, vuole da bere?” Risposta: “L'acqua non è importante... E' importante il Signore!” 13 febbraio. Con un filo di voce impercettibile: “Voglio parlare a qualcuno.... per questo.... Signore Gesù”. 14 febbraio. Durante il giorno il Padre pare piuttosto agitato. Si lamenta, ma non si capisce bene quello che vuole dire. Al pomeriggio dice con un filo di voce: “Voglio andare a casa mia...” Serafino: “Padre, questa è casa sua, la sua stanza. Non la riconosce?”. Risposta: “No... portami a casa... mia!” La nostra sorella del IV ramo, sr. Marisa, entra in stanza per salutarlo, per stargli qualche minuto vicino. Capisce che il Padre sta per dirle qualcosa. Le si avvicina e il Padre le dice: “Grazie”. Fa capire in qualche modo di portare questo grazie ai fratelli di Casa San Sergio che lo hanno accudito per tanti mesi. Sr. Marisa esce di stanza, e al primo fratello che incontra, Ireneo, riporta il “Grazie” del Padre. 15 febbraio. Ore
2.30
circa del mattino (è con lui Damiano): “Gesù....
Gesù”. |