PARERI E CORREZIONE FRATERNA

Carissimi,
avendo nelle scorse circolari allargato forse un po' troppo l'orizzonte, vorrei ora strategicamente restringerlo affinché ciascuno senta che realmente la parola che legge o che ascolta corrisponde ad una corrente dello Spirito che lo nutre per poi spingerlo e dirigerlo verso una concreta, equilibrata, continua riforma della propria vita.
Pensando al nuovo anno comunitario che si inaugura con la Festa dell'Esaltazione della Croce e cercando di cogliere quale potrebbe essere la parola più utile per iniziare con il piede giusto, e proseguire senza stancarsi o rammollirsi, ho pensato che forse due parole sulla correzione fraterna potrebbero rivelarsi utili. A dir la verità, la prima cosa che mi è venuta in mente è stato un vecchio adagio che mia madre ci ripeteva spesso riecheggiando ciò che una sua cara amica aveva detto alla vigilia di una loro vacanza: "Quest'anno non diamoci pareri"... In varie circostanze questo è certamente un ottimo parere, uno di quelli che ci risparmierebbe molto fiato ed eviterebbe molte tensioni inutili. Tante volte invece siamo così predisposti a dare pareri da non risparmiare nemmeno Nostro Signore... Intanto potremmo dunque subito chiederGli, per questo rientro, la grazia di un amore più grande al silenzio, cioè l'impegno a coltivare quel pregevole e quotidiano esercizio che consiste non tanto nel cercare di tacere faticosamente sentendoci quasi soffocare per non manifestare i sentimenti e le critiche con cui vorremmo "migliorare" gli altri, quanto nel distogliere con un certo sollievo la nostra attenzione dagli altri come pure da noi stessi, e di rivolgerla in modo più fiducioso ed orante, più semplice e deciso a Dio, ai suoi doni e all'azione del suo Spirito in noi.
Questo tuttavia non significa non riprendere o non correggere mai, ma piuttosto imparare a farlo sotto la spinta dello Spirito, il che ci garantisce e ci aiuta a capire che nella nostra correzione non si annida il pericolo del giudizio. Dalla Sacra Scrittura è facile vedere come questa pratica sia piuttosto corrente e come gli stessi discepoli di Gesù si correggevano con franchezza per aiutarsi gli uni gli altri a rimanere fedeli al Mistero di Cristo e sperimentare una autentica paternità di Dio (cfr. Gal 2,11-14; Eb 12,5-12). Anche il Padre, nel Direttorio che ha lasciato al IV Ramo, ci ha voluto ricordare che il beato Aelredo di Rielvaux abate di un monastero di Cistercensi, era così abile nel riprendere i suoi monaci che essi sbagliavano appositamente per essere corretti da lui, perché gioivano di sentire che proprio in quelle circostanze erano più amati. Don Divo, mi sia lecito dirlo, forse non aveva questo dono in modo spiccato, ma in compenso talvolta sapeva accettare con sorprendente umiltà una correzione anche da noi suoi figli. Sempre nel Direttorio scrive che «sarebbe doveroso ricevuta una correzione, ringraziare chi la fa», ed egli questo lo faceva. Posso testimoniare che un tale autorevole "parere" è comunque utilissimo per disinnescare in coloro che potrebbero avere qualche osservazione da farci, tensioni, paure e esagerati malanimi, che quasi sicuramente rischiano o di paralizzare chi ha il dovere di dire una parola di richiamo, o di fargliela dire in modo troppo blando e sdolcinato oppure in modo duro ed antipatico.
Per ripartire dunque con il piede giusto, accogliendo cioè le indicazioni che ci verranno ricordate o date dai nostri responsabili o le correzioni fraterne che forse riceveremo in futuro, stiamo soprattutto attenti a non concentrarci troppo né sugli altri né su noi stessi, e per aiutarci a far questo valga pure la "regola" del "non diamoci pareri". Tuttavia disponiamoci con la preghiera ad accogliere e a vivere di buon animo, cioè umilmente, qualche "parere", riconoscendo nelle indicazioni che ci vengono offerte, non la semplice volontà di un'altra fallibile creatura come noi, ma la Carità di Dio che ci spinge verso la santificazione.
Vi esorto a leggere con attenzione la pagina del Padre che ho trovato dopo avervi scritto questa circolare e che spero consoli e rafforzi il vostro animo come ha consolato il mio. Colgo l'occasione per ringraziarvi per la vostra fedeltà e la preghiera che fate per me e possa questo nuovo anno comunitario essere sereno e fecondo per tutti a servizio del Signore.

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