IL SILENZIO DEL PASTORE

DAI FRUTTI RICONOSCERETE L'ALBERO

Nella recente visita a Casa 'S. Sergio' di monsignor Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, tutti hanno potuto notare un fatto piuttosto misterioso, quasi inquietante per qualcuno: il Vescovo non ha minimamente accennato alla figura del Padre Barsotti, né alla sua dottrina, né alla Comunità da lui fondata ... Non può essere una svista, da parte di una persona così attenta e preparata, quale ci è sempre apparso il nostro Arcivescovo, ogni volta che lo abbiamo sentito parlare. Oltretutto, fu proprio lui a citare il nostro Padre nella solennissima occasione del suo ingresso in diocesi, il 26 ottobre 2008, ed ebbe anche il coraggio di menzionarlo prima di tante altre figure più universalmente conosciute e stimate nella Chiesa fiorentina, quali: Giorgio La Pira, monsignor Facibeni, ecc... Perché dunque, proprio nella Casa Madre della Comunità, presso la tomba di quel "grande testimone", che ha reso alla Chiesa una costante testimonianza del primato di Dio, il nostro Pastore ha taciuto? Dobbiamo cercare di capirlo, perché Dio parla non solo attraverso la parola, ma anche nel silenzio; sant'lgnazio di Antiochia, ci ammonisce ad accogliere con timore reverenziale il Vescovo non solo quando parla, ma anche quando tace: anche allora - e forse, talvolta, più efficacemente - egli è lo strumento di Dio per comunicarSi a noi.
Dobbiamo tener presente anzitutto che l'Arcivescovo di Firenze è particolarmente importante per noi della Comunità, perché fino ad ora è lui il nostro garante davanti alla Chiesa universale, avendo dato l'approvazione ai nostri Statuti e Regole. Anche quando, un domani, noi dovessimo ricevere una eventuale approvazione dalla Santa Sede, tuttavia rimarrà sempre vero che la Comunità è nata a Firenze e conserverà sempre qui la sua Casa Madre: il suo centro, il suo cuore ... Inoltre, se si aprirà tra qualche anno un processo di beatificazione del nostro Padre don Divo, la prima fase dovrà necessariamente avvenire proprio in questa diocesi. A un Pastore attento non sfuggono questi particolari... Dobbiamo capire come egli debba mantenere un comportamento prudente per non sbilanciarsi in dichiarazioni premature, cercando anzi di evitare tutte quelle parole che potrebbero essere poi fraintese da noi, o da altri, in senso pro o contro don Barsotti e la sua Comunità. Dobbiamo ammettere, del resto, che da parte nostra sarebbe anche facile cadere in questo rischio, visto il grande amore che ci lega al Padre, finendo per dare un peso esagerato a certe espressioni, che vedremmo ora molto lusinghiere, ora troppo riduttive...
Vorrei però andare oltre e cercare di decifrare il messaggio che proprio il Signore può averci dato attraverso il silenzio del Suo Pastore, anche al di là del suo personale intento. So bene che c'è il rischio di azzardare ipotesi inconsistenti, ma sono convinto di non fare altro che ripetere, nei contenuti, quanto già è presente nel Vangelo, nella Tradizione cattolica, nonché le stesse raccomandazioni che il Padre stesso continuamente ci ripeteva quando era in vita.
'Cari figli, come vedete il vostro Pastore non è qui per fare un superficiale panegirico di don Barsotti e della sua Comunità. Potreste infatti avere la tentazione di nascondervi dietro la grandezza della sua testimonianza e della sua dottrina, senza però muovere un passo dietro di lui: potreste dire semplicemente "Ci sono anch'io tra i figli di don Barsotti", pensando di partecipare solo per questo ai suoi meriti e alle lodi che gli vengono fatte... Piuttosto vi dico: se siete figli di Divo Barsotti, fate le opere di Divo Barsotti (cf. Gv 8, 39) e non pensate di poter vivere di rendita all'ombra di questa paternità, anche se siete qui da molti anni, se poi non vi impegnate con tutta la vostra vita a seguire le sue orme! Sappiate bene che la potenza di Dio può far sorgere e crescere i suoi figli anche da queste pietre (cf. Mt 3, 9), in qualunque popolo, in qualsiasi momento: non siete certo qui a motivo di una vostra particolare bravura...
Volete sentirvi dire che avete avuto un grande motivo di una vostra particolare bravura...
Volete sentirvi dire che avete avuto un grande Padre? Rendetevi allora conto di quanto è ancora lungo il cammino che vi separa da lui, dal compimento di quell'unico fine che egli vi ha consegnato: la santità.
Non pensate che esaltando un glorioso passato si possa far dimenticare il presente: l'urgente bisogno, che la Chiesa ha in questo momento, di santi, di anime che cerchino veramente "Dio solo"! Don Barsotti ha ormai concluso il suo cammino terreno: ed ora gode il frutto delle sue opere. Ma qui, adesso, ci siete voi. Capite allora quanto sia importante per voi concentrarvi non tanto sugli elogi e sui riconoscimenti esteriori, ma sulla vostra missione, sulla crescita e purificazione interiore che dovete innanzitutto coltivare, per non venire sommersi anche voi, come purtroppo tanti cristiani, dalle acque cattive in cui il mondo sta navigando. Coraggio! Il vostro Vescovo è qui proprio per aiutarvi a fare questo cammino riconoscete di averne bisogno! -: vi sta istruendo sulla Parola di Dio, secondo la Tradizione della Chiesa e sta celebrando con voi la santa Liturgia: proprio i due capisaldi su cui da sempre siete stati invitati ad ancorarvi...
Il Vescovo non può essere classificato tra quelli che sono pro o contro don Barsotti e la sua Comunità: egli è piuttosto colui che vi garantisce qual è il giusto cammino, se voi lo volete fare. La benevolenza del Vescovo nei vostri confronti c'è da sempre e non vi mancherà mai; ma la stima e la fiducia, da parte del vostro Pastore, non possono confondersi con sorrisi e frasi ad effetto, a buon mercato. Bisogna piuttosto conquistarsele con una fedeltà a tutta prova, mettendo generosamente a frutto i talenti che avete ricevuto: in primis quello di aver avuto un Padre e un maestro come Divo Barsotti'.

P. Doroteo

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