Ho cominciato a capire qualcosa del Mistero della Messa – ammesso che si possa “capire” qualcosa parlando del Mistero dei Misteri – quando ho letto il prezioso testo – ahimè, esaurito e quasi introvabile – curato da don Carmelo Carvello: L’Eucarestia negli scritti di Divo Barsotti. L’autore cerca di mettere in ordine il pensiero del padre Divo sull’Eucarestia, citandolo in continuazione ma avendo il grande pregio di potercene dare una lettura che ha uno sviluppo logico. Il padre Divo ha scritto molto sulla Messa; ed ecco che Carvello ora faceva quello che il padre non aveva mai fatto: mettendo “in fila” i pensieri, conduceva per mano dentro il Mistero della Messa, secondo il pensiero di Divo Barsotti, chi si avventurasse nella lettura. Lessi il testo appassionandomi pagina dopo pagina, e durante la lettura mi sorprendevo a domandarmi: “È dunque questa la Messa?” Quando lessi l’ultima parola dell’opera, ebbi l’impressione di non avere mai vissuto bene nessuna Messa fino a quel momento, perché non avevo mai capito che cosa avvenisse esattamente sull’altare in quel momento.
Ma c’era anche di che scoraggiarsi. “Chi mai – mi chiedevo – può raggiungere queste altezze?” Mi consolava però il fatto che chi aveva scritto quelle pagine era un uomo, e dunque, se chi le aveva scritte poteva essere giunto a quella comprensione, significava che il cammino era aperto per tutti. Mi rimproverai della mia ignoranza precedente: fino a quel momento non avevo mai fatto niente per approfondire il significato reale dell’Eucarestia, ma al tempo stesso ringraziavo Dio di avermi fatto incontrare uno che “ci credeva davvero”.
E difatti questo si può dire del padre: per lui la Messa è vita, è tutto. Grandissima è l’importanza nella sua vita del Mistero Eucaristico, atto vissuto, preparato, sentito come incontro vivo e drammatico con Gesù Cristo, il Sacrificio che ci riscatta, atto di amore che ci fa partecipi della vita divina, mistero nuziale e compimento della vita cristiana del battezzato, atto che tende e prepara il martirio. “Tutta la storia precipita in quell’atto – scrive padre Divo – vive in quell’atto, tutto tende a quell’atto e vi trova il suo compimento. È l’atto del Cristo. Aldilà non vi è storia, non vi è vita, ma ogni vita, ogni storia non è che partecipazione a quell’atto che riassume e compie la vita dell’intero universo”.
Ma se questo è vero per tutto l’universo e tutta la storia, è vero anche per il suo universo e la sua storia. La vita di don Divo Barsotti è tutta tesa verso la Messa, e da questa poi si dipana per lo sviluppo della sua azione e della sua giornata e della sua missione.
Giustamente si è osservato che tra i tanti libri scritti da don Divo Bar-sotti, tra le migliaia e migliaia di pagine scritte, quasi nulli sono i suoi riferimenti ai sacramenti della confessione, dell’unzione degli infermi, poche le pagine dedicate al sacramento dell’Ordine e del matrimonio, mentre innumerevoli sono le pagine, le riflessioni, le meditazioni sull’Eucarestia . Fu chiesto alla stesso Barsotti la ragione di ciò, ed egli, sorridendo, come un po’ a scusarsi, ebbe a rispondere: “Per forza: nella Messa c’è tutto!”
Sì, c’è tutto. E c’è anche tutto lui. Ma tutto lui che parla di Lui, il Signore. E questa è la testimonianza incontestabile che si può dire su padre Divo: è un uomo “rapito” dal Mistero di Cristo nell’Eucarestia. Annota in un suo Diario: “Durante la Messa come Dio era vicino, come si imponeva al mio spirito la sua Realtà unica, vera! Non era Dio, era il Padre – tutta la gioia, la vita. Non era l’immensità divina nella quale naufragavo, era il Padre. Non una mistica dell’Unità, un puro perdermi nel tutto, ma un essere a Lui, un essere per Lui come il Figlio. Se il Fi-glio non fosse, non sarebbe il Padre. E Dio mi chiedeva, voleva Sé stesso” . L’anima fedele è rapita dal Mistero, vi partecipa: “La celebrazione della Messa per sé, oggettivamente, è un atto infinitamente più grande di ogni santità partecipata, essendo anzi la sorgente di ogni partecipazione alla santità. È proprio perché la liturgia fa presente il miste-ro, certamente anche la mia vita, la mia partecipazione al mistero si rende più facile in questa mia partecipazione alla liturgia. Per questo la mistica del cristianesimo è sempre legata ai sacramenti divini, alla Messa. L’ esperienza religiosa non soltanto trova in un legame ai sacramenti una garanzia di verità, ma anche la massima possibilità di at-tingere alle fonti stesse della vita”. E se egli è un uomo “rapito” dal Mistero eucaristico, fa “rapire” a Dio in un certo qual modo anche coloro che vivono con lui la partecipazione al Mistero.
A mio parere, parlando del pensiero di Divo Barsotti sull’Eucarestia, non si può prescindere dalla felice tripartizione che Carmelo Carvello dà al pensiero dell’autore: Eucarestia come Presenza, Eucarestia come Sacrificio, Eucarestia come Comunione. Non si tratta di aspetti contrapposti e diversi: uno richiama ed invoca l’altro, ma indubbiamente questa sistemazione aiuta noi lettori ad entrare meglio nel Mistero: si parte dalla Presenza del Cristo, si entra nel suo Sacrificio (sublimi pagine del padre su questo aspetto!) per arrivare poi alla Comunione, presenza di Cristo nell’anima fedele. Il risultato è che, capendo meglio quello che si fa, lo si vive con più intensità e meglio. E non è questo il punto di arrivo di ogni evangelizzazione?
Per questo motivo salutiamo con gioia questo lavoro degli amici Fausto e Mariadele Soffiatti, i quali hanno ricercato nella miniera degli scritti inediti di Divo Barsotti qualcosa che li potesse aiutare nella loro rifles-sione cristiana; grazie anche all’aiuto di p. Raffaele Ripaccioli, si sono imbattuti nella predicazione del corso di esercizi tenuto dal padre Divo a Firenze nel 1961, e hanno sentito che non poteva rimanere nascosto questo tesoro. Si tratta di una lunga, sentita, appassionata riflessione sul Mistero Eucaristico. Viene offerta ai lettori perché diventi ricchezza e vita vissuta. Non si capirà mai fino in fondo il valore sublime di una sola Messa, ma noi vogliamo fare come i cercatori d’oro che si inoltravano nelle sconosciute lande americane due secoli fa: con la lampada nel-la destra e il piccone nella sinistra, entriamo nella miniera degli scritti di Divo Barsotti, per estrarre pepite d’oro, quelle più belle e splendenti: quelle della Messa.
dalla Prefazione di p. Serafino Tognetti
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